domenica, 27 febbraio 2005
domani quando entrerete qui, voglio che troviate il mio buon giorno

venerdì, 25 febbraio 2005
Nel film dell'altra sera, face to face appunto, il protagonista si ritrova improvvisamente di fronte a se stesso all'età di 8 anni...non vi racconto tutta la trama, comunque alla fine capisce che doveva risolvere il trauma vissuto in quel giorno 32 anni prima, quando scopre, in malo modo(non che esista un buon modo), che la madre sta per morire...
Riflessioni normali del dopo film...
Piccolè te lo immagini però, troppo figo, mo' viene il lupetto ad 8 anni, lo porto subito a correre con lo spider, gli dico di star appresso ai denti, ecc ecc
E io mi ritrovo a pensare a come era Momo ad 8 anni, a cosa ha vissuto Momo ad 8 anni...e ussignur non credo ci sia stata età più brutta per me.
Ad 8 anni compiuti i miei genitori decidono di separarsi, mio padre ci riunisce intorno al tavolo tondo in quella cucina lunga lunga e stretta e sempre troppo buia, con i gatti arrampicati alla finestra.
Sono li con mamma che ha un'aria pensosa, pesante e triste, mio fratello Marco che da duro caccia indietro le lacrime che spingono prepotenti e mio fratello Antonio triste, mogio, muove il labbro inferiore come faccio anche io, anche ora, prima di piangere.
Noi bambini seduti al nostro posto intorno al tavolo, papà in piedi e mamma tra me e Marco, ci guarda per rassicurarci...invano.
Poi ci spiegano
papà e mamma non staranno più insieme, si stanno separando, perchè non riescono ad andare d'accordo, sarà meglio per noi avere dei genitori sereni, che stando insieme non riescono più ad esser delle belle persone, nemmeno per noi....
mamma lo dice con la voce un po' commossa, ma calma e dolce, con gli atteggiamenti da maestrina buona che ha.
Mio fratello Marco, il più grande, piange, Antonio arriccia il labbro e io... io non ci capisco nulla. Continuano le spiegazioni...non ricordo altre frasi, ma so che ce ne sono state altre 1000 o più e noi tre eravamo in silenzio e papà diceva che era stata mamma a volerlo che lui, lui no, lui non voleva, e mamma lo inceneriva con gli occhi, come sa fare lei e io..io non ci capivo niente!
Poi papà camminando su e giù per la lunga cucina e guardando per terra ci dice che faranno una separazione consensuale (abbiamo capito solo anni dopo cosa diavolo fosse) ci dice che gli avvocati ( mi chiedo cosa caspita sia un avvocato) dicono che noi, noi dobbiamo scegliere se vogliamo stare con mamma e papà.
Il mio fratellone (Marco all'epoca 13 anni) urla che lui sceglie di avere una famiglia normale, che vuole stare con mammaepapà, mamma lo accarezza. Alla fine dice piangendo che vuole la mamma, solo la mamma.
Mio padre indossa la faccia del condannato a morte guarda mio fratello Antonio (12 anni) gli chiede se anche lui ha intenzione di abbandonarlo, di lasciarlo solo, Antonio arriccia il labbro, guarda il tavolo e dice di no, che lui sta con papà.
Tocca a me, io ancora non ho capito nulla, non rispondo, non ricordo chi mi fa la domanda, un po' sia mamma che papà... e me la fanno tante volte ma io non rispondo, non parlo per nulla, non ho detto nemmeno una parola da che siamo entrati in cucina... dopo un po' mia madre scocciata con papà gli chiede di lasciarmi perdere...
é troppo piccola, è troppo piccola!
Andiamo a dormire, in camera nostra dall'altra parte della casa, nella nostra enorme cameretta con tre letti, mille scatole di lego, giocattoli ovunque, il gatto sul mio letto, li sentiamo, sono ancora di là, in cucina e discutono
quando ha la febbre chi chiama?
quando deve fare i compiti chi chiama?
quando gioca chi chiama?
la bimba è piccola, non può stare senza la mamma ! avanti, ma che discorsi e perchè? perchè gli hai dovuto chiedere cosa volevano fare? avevamo detto che avremmo deciso noi, con gli avvocati! perchè dio mio perchè hai fatto una cosa simile ai tuoi figli?
antonio vuol stare con me
no, gli facevi pietà
no,
si
no
Mio fratello Marco disteso nel suo letto piange a dirotto, seppure cerchi di farlo in silenzio, il gatto salta sul suo letto "ecco vedi che hai combinato ora litigano, per colpa tua, litigano anche oggi, ecco, non sei capace di parlare? non lo sai dire che vuoi stare con la mamma?
e io zitta nel mio letto, mi premo il cuscino sulla faccia, piango, zitta e mi addormento.
Dopo ci sono stati i pomeriggi in sala d'aspetto dell'avvocato di mamma che non sapeva a chi affidarmi e mi portava con se e io non dovevo sapere ma sentivo tutto e zitta zitta facevo finta di non sapere
E le domande a trabocchetto dell'avvocato di mamma e di quello di papà che dovevano scoprire con chi volessi stare, che i figli non si dividono in una separazione e il mio parere faceva la maggioranza.
Poi la separazione, il giudice che affida tutti noi a mamma, le scene di papà, il trasloco.
Papà che si porta via la nostra macchinina telecomandata con il motore a scoppio, perchè così almeno andiamo a trovarlo, e il modellino con motore a scoppio della barca a vela, e il televisore, e il commodor 64 o vic 20, non ricordo quale avevamo, e tutto quanto. Tutto per convincerci ad andare ogni tanto a casa sua
Io che non voglio andarci mai, perchè lui parla sempre male della mamma...
La recita, papà che non viene per non incontrare la mamma, mamma che non viene per non incontrare papà e io che recito, ma nella platea c'è solo il mio cuginetto di 4 anni con mia cugina (la sua mamma) e la mia vecchia baby sitter.
Io che pattino e papà che non viene a vedermi, sempre per non veder la mamma.
Loro che si incrociano nei corridoi e salutano me, senza salutarsi tra loro.
L'esaurimento nervoso di mamma e io che sono piccola e vengo mandata a Latina da mia zia, per più di 3 mesi, e sono sola e odio i miei cuginetti e per fortuna ci sono i cugini grandi, sono tutti strani, tutti pazzi in quella casa tranne Paolo, ma lui è grande (20 anni) lui non c'è mai a casa, tranne la sera, che mi sveglia, parla con me e poi lascia che io mi addormenti in camera sua.
E poi torna settembre e la zia dice a mamma che può lasciarmi li, mi iscrivono ad una scuola di Latina e allora io, io la dico la mia e urlo, dall'altra parte della stanza, che mamma al telefono mi senta, che io li non ci voglio stare.
L'aereo da sola a quell'età con la hostess che mi parla e mi fa disegnare e io che voglio la mia mamma, solo la mia mamma e i miei fratelli...
E i miei fratelli sono arrabbiati con me, che la zia di Latina ha un sacco di soldi e io mi sono permessa lussi che loro manco si sognano, e mi hanno comprato giocattoli e regali e ho fatto le ferie e ho bevuto la fanta e loro solo l'acqua del rubinetto.
Mamma piano piano guarisce e tutto si adagia e noi impariamo a vivere la vita diversamente e ad esser più grandi, e io non sono più una bimba ma l'amica di mamma, lei mi racconta i suoi sogni, mi dice delle sedute di analisi, mi racconta degli amici nuovi che conosce e io ascolto e la guardo cambiare, diventare più bella ogni giorno che passa, diventare giovane, addolescente...
E io non sono più figlia, ma sorella.
Ecco se dovesse venire la MOMO di 8 anni non credo che due giorni (come nel film) mi basterebbero per affrontare i traumi...
Max scrivere dei nostri ricordi è come riviverli, scriverlo è stato facile, rapido ed indolore, rileggerlo al lupo mi ha fatto arricciare il labbro...e piangere.
Zenzero la risposta al tuo post, non l'ho scritta nei tuoi commenti, ma qui.
giovedì, 24 febbraio 2005
Ricordo...
Prendevo il treno delle 6.40 del mattino per andare a lavoro, lo prendevo sempre all'ultimo istante eppure già appena uscivo di casa, appena passavo il cancelletto infondo alle scale, assonnatissima, ancora dentro il cortile, di corsa, al freddo... appena chiudevo alle mie spalle il cancelletto metallico, facevo il tuo numero con il cellulare ...
Buon giorno buon giorno...già contenta, che la prima voce fosse la tua, come ogni giorno...e tu un buon giorno piccole' frettoloso, e un devo scappare so' impicciato, ti richiamo io dopo, molto dolce e caldo, con la voce sensuale da uomo che hai.
E poi sul treno, con la testa appoggiata contro il finestrino, sulla solita carrozza, al solito posto, con le stesse facce da paesanozzi intorno, finalmente il tanto desiderato suono, e quel cellulare che tenevo in mano per non perder,e mi vibrava nella mano, svegliandomi.
Buongiorno piccole' so' in motorino sto' ad anna' ai parioli, ora passo da qui e attenta forse vicino all'ambasciata russa casca la linea ecc ecc... e poi mi cantavi le tue canzoncine e gli stornelli romani, già alle 7 del mattino mi cantavi gli stornelli...e io... io... mi innamoravo di te...
Nina se voi dormite sognate ch'io vi bacio e vi addolcisco il sonno cantando adagio adagio...
e dopo un po', quando arrivavi agli uffici dei Parioli dovevo lasciarti e
ti voglio bene ma non te lo dirò mai piccolè
e imparavo a far a meno della tua voce almeno per un altro po'
7.15 del mattino ti richiamavo per dirti che ero arrivata a Milano, quanti gradi (pochi) facevano e come mi pareva grigia orribile ed invivibile anche quel mattino la città
7.35 sul 64, vicino a Sant'ambrogio, quasi sempre a quel punto, manco se tu sapessi che ci ero arrivata, mi richiamavi, per salutarmi prima che io salissi al lavoro, e io non attaccavo fino a che non dovevo propio, spesso anche se arrivavo già davanti al portone facevo ancora due chiacchere con te prima di salire...
Non erano ancora le 8, la mia collega del turno notturno già rompeva il c. ma io ero comunque felice e sorridevo, grazie a te!
Poi verso le 11 mi chiamavi per sapere come si mette a posto questo o quello sull'html o più spesso per chiedermi di rimettere a posto i danni al templete fatti dai tuoi maldestri tentativi e io aggiustavo e ti spiegavo... ed ora sei più bravo di me, che io non ho più voglia di ciancischiare l'html e mi prendo i templete già pronti di splinder.
E ancora una chiamata veloce prima del tuo turno pomeridiano di lavoro e poi il viaggio di ritorno insieme al telefono fino a che non entravo a casa, e dopo cena, il tuo cellulare che squillava...e squillava...e squillava... e tu che non rispondevi, a meno che non ci fosse la pubblicità (stronzo)
Ricordo serate in giro con i miei amici per centri sociali e aperitivi e loro dentro i locali e io... fuori, al freddo, per star al telefono con te, che eri solo, mentre tuo padre era in ospedale e io avrei tanto voluto esserti accanto...
Ricordo, Dany che mi sostituisce al lavoro e io che mi prendo un week end lungo, perchè tu mi vieni a trovare e io al telefono con te ti spiego la strada, mentre tu bestemmi alla nebbia, al freddo, alla pioggia
... e stai venedo da me, per la prima volta...e conoscerò altro oltre alla voce calda del mattino e Nina se voi dormite sognate ch'io vi bacio... non lo sognerò più, che mi bacerai davvero, d'ora in poi.
(fine prima parte) (continua...)
lunedì, 21 febbraio 2005
Romoletto ne combina di tutti i colori, il lavoro non arriva, e io cerco e cerco, ma mica è sempre vero che chi cerca trova ...
...poi forse è come dice il lupo, non possiamo avere tutto, del restoio ho lui, lui ha me, siamo felici, abbiamo una bella casa, formiamo una bella famiglia, non ci manca nulla, siamo sani, a fine mese ci arriviamo anche così...insomma credo che il padre eterno o chi fa le sue veci, stia pensando "a M0m0...accontentate ho problemi più grandi da risolvere"
Io ogni tanto mi scoraggio, mi faccio prendere dallo sconforto, annoiata e triste e insoddisfatta...certo perchè poi a me non va mai bene nulla non riesco mai a sentirmi soddisfatta di quel che ho, mentre dovrei imparare, dovrei imparare a gioire, ho l'uomo dei miei sogni accanto e mi ama, vivo nella città che sognavo, ho un cucciolo di coniglio coccolone e biricchino che viene con me ovunque infilandosi nella borsetta...
ma che voglio di più?
mercoledì, 16 febbraio 2005
San Valentino è passato, il giorno dell'amore e degli innamorati...ci siamo regalati un giro anticipato in mongolfiera sopra il cielo capitolino, a guardar dall'alto la città eterna. Ci siamo regalati una cena in ristorante con il fratello del lupo, la moglie ed il nostro nipotino Pito (diminutivo di pitone, lui dice di essere un pitone, mai capito perchè...) che voleva la pizzia e poi gli spaghetti con le vongole e poi li pesci e poi li gamberoni e mica riesci a fregarlo con i gamberetti che questi non sono li gamberoni, questi sono gamberi pippini eh!...e comunque vuole tutto ma poi non mangia nulla...come sempre...
E abbiamo imbrattato le pareti della camera da letto appena rifatta, che io inconsciamente chiamo cameretta, come quella dei bimbi, forse perchè io e il lupo, nonostante l'età bimbi lo siamo davvero...
Abbiamo rifatto sul muro sopra il letto un murales di harings che è un canto all'amore, alla forza che da, alla luce che sprigiona
e lo abbiamo fatto insieme, sopra la sua testolina quando dorme un omettino rosa, io, che veglia sul suo sonno, sopra la mia un omettino blu, lui...
Insieme a sollevare e sostenere il nostro amore, insieme illuminati ed irradiati da questo amore che un po' sosteniamo, un po' cerchiamo di raggiungere, non si capisce bene...
I colori, in questa foto scattata con il cellulare, non si capiscono poi bene, ma le pareti sono gialle, il copriletto giallo arancione, il cuore ovviamente rosso...
E dopo il tatuaggio che ho alla caviglia, che per me è il simbolo di un amore eterno tra di noi ed indelebile ora imbrattiamo i muri...per dirci che ci amiamo.
Che sarà sempre così...